IT: quando il periodo storico pesa sul film

periodo storico
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Ci sono molti aspetti dietro alla produzione di un film che molti di noi neanche immaginano. Spaziamo da i più banali come l’umore di un attore ai rapporti fra i vari membri del cast. Uno degli aspetti più importanti e che più di tutti viene ignorato è forse il periodo storico in cui un film viene pubblicato. Quanto peso ha il periodo storico in cui un film viene pubblicato sul film stesso? Ha un peso enorme! Fai questo gioco con me: prendi in analisi un qualsiasi film o serie tv presente su piattaforme di streaming come Netflix, Prime Video o altre. In quanti film trovi almeno un personaggio omosessuale? In un periodo storico in cui l’omosessualità è ancora un tema delicato è importante “addolcire” l’argomento. Per non parlare del ruolo della donna: sempre più film e serie tv hanno una donna forte – cazzuta, passatemi il termine – come protagonista. Perchè? Beh, provate a farvi spazio in una società in cui le donne vittime di violenza sono in continuo aumento.

L’importanza del periodo storico

Ogni generazione ha una serie di film e di argomenti tipici di quell’era: come l’horror psichedelico di Dario Argento degli anni ’70 o le magnifiche storie del Tim Burton degli anni ’90. Chi è nato tra gli anni ’80 e ’90, ad esempio, ha potuto godere appieno del boom di cartoni animati Disney come Tarzan, Mulan, Hercules e il Re Leone. Fra gli anni ’90 e 2000 c’è stata la fuga di informazioni sui vari killer storici ancora in libertà come Zodiac, il mostro di Firenze e Jack Lo Squartatore. Non a caso, in questi anni usciranno diversi film su alcuni dei killer più celebri.

Brad Pitt e Morgan Freeman in una scena del film Seven.

Non pensiate siano film di basso livello perchè parliamo di Christian Bale (in American Psycho) e dei giganti Brad Pitt e Morgan Freeman (in Seven) fino a Anthony Hopkins, Michael Caine e Johnny Depp. Insomma, l’attualità condiziona il film e il film condiziona l’attualità: un circolo vizioso che ha inizio nei primi anni ’20 con la nascita del cinema.

IT dopo 30 anni: le differenze

1) Società differenti

Sono passati 30 anni tra il primo film su IT e il secondo: attori diversi, registi diversi, ma non solo. Due epoche totalmente differenti si scontrano nel tentativo di dare movimento alle pagine del geniale Stephen King. Ci ha provato nel 2017 Andy Muschietti a cui è andata decisamente meglio rispetto al vecchio collega Tommy Lee Wallace. Ma oltre alla fortuna e alla bravura, le differenze d’epoca pesano in misura notevole sulla miniserie e sul film.


Nei primi anni ’90 troviamo un pubblico ben più facilmente impressionabile rispetto al pubblico del 2017; vuoi per i nuovi media, la facilità con cui si arriva a contenuti “a bollino rosso” o semplicemente una società più abituata a orrori di ogni genere. Fatto sta che negli anni ’90 il pagliaccio assassino è riuscito a terrorizzare molti dei bambini o giovani adolescenti dell’epoca. Per alcuni, si arriva addirittura a parlare di coulrofobia (malattia ad oggi non riconosciuta, ma esistente), ovvero la folle paura nei confronti dei clown.

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2) Il tema del sangue

Avete notato la quantità di sangue nella mini serie del 1990 e nei film del 2017 e 2019? Esatto, un abisso. Perchè? Una scelta stilistica? Forse sì, ma non solo. Parliamo dell’arrangiamento dello stesso film, ma oltre ad avere due registi differenti sono anche due epoche totalmente diverse. Negli anni ’90, infatti, il mondo è andato incontro ad una vera e propria epidemia di “AIDS”, con casi in continuo aumento. Dal punto di vista mediatico, dunque, sarebbe stato un po’ complicato pubblicare un film in cui c’è sangue ogni tre sequenze. Per questo motivo, si è preferito puntare ad una quantità di sangue di molto inferiore e si è spinto su altri fronti.

Il pagliaccio di Tim Curry avrebbe funzionato nel 2019?

Sempre a proposito di periodo storico, vale la pena di porsi questa domanda: IT di Tim Curry avrebbe fatto paura nel 2019? Naturalmente no. Per i motivi di cui abbiamo parlato prima, il Pennywise di Tim Curry non avrebbe spaventato nessuno – e comunque ha faticato pure Skarsgard -. Questo perchè 30 anni sono praticamente due generazioni di differenza e alla velocità con cui viaggia il mondo oggi parliamo di differenze mostruose. Perciò – e andiamo a concludere – quando valutate un film, soprattutto quando si tratta un un film già visto decenni prima, non dimenticate di valutare il periodo storico in cui il film è stato prodotto e lanciato.

Quando il periodo storico pesa sul film – video