Batman: analisi della trilogia di Cristopher Nolan

Analisi Batman
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Ci sono dei film che hanno segnato la mia esistenza. Uno di questi è Batman, la trilogia di Cristopher Nolan. E credetemi se vi dico che non è un film per ragazzini o adolescenti. L’uomo pipistrello è tutt’altro che un super eroe, non fatevi ingannare dal costume e dalla maschera. Per fare riferimento al pensiero pirandelliano: uno, nessuno, centomila. Bruce Wayne è uno, è centomila, ma di certo non è nessuno. Ricco, bello, misterioso. Perchè dedicare la propria vita – in particolare quella notturna – a risollevare una città corrota, decaduta? Scopriamolo insieme nell’analisi del Batman di Cristopher Nolan.


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L’inizio, la caduta e la rinascita

Ci sono diverse teorie sulla trilogia di Batman e credo che il modo migliore per affrontare l’argomento sia presentare la mia interpretazione della saga. Secondo la visione canonica Batman Begins è la nascita del mito, Batman il cavaliere oscuro la caduta e Batman il cavaliere oscuro: il ritorno la rinascita, fino alla fine del mito. A mio parere questa divisione è un po’ superficiale. La trilogia regala emozioni ben più contrastanti di quelle che vuol far credere l’idea canonica. Nel primo film, ad esempio, non si ha sempre e solo la sensazione di “nascita”. E lo stesso vale per gli altri due film. Sono molte le somiglianze fra i tre film, ma sono molte di più le note di differenza – e in questo film ne vedremo alcune -.

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Batman analisi: il cast

Una delle somiglianze tra i film è la grande interpretazione di ognuno degli attori protagonisti e non. Del resto, ragazzi, ma che cast! Christian Bale, Morgan Freeman, Tom Hardy, Liam Neeson, Joseph Gordon Levitt, Michael Caine, Cillian Murphy… ma come diavolo fanno a coesistere così tante stelle senza che nessuna abbagli l’occhio di chi guarda e sovrasti le altre? Questa è l’unica domanda a cui ancora non ho trovato risposta.

Cristopher Nolan ha fatto una vera e propria lista di attori che vuole sempre con lui e, che dire, la lista funziona – oltre ad essere il suo marchio di fabbrica -. Squadra che vince non si cambia, ma qui siamo davvero oltre la singola vittoria. Qualsiasi film di Nolan che abbia anche solo due degli attori sopra citati merita uno se non due punti di valutazione in più. La “doppia personalità” di Christian Bale, la duttilità di Morgan Freeman e la genuinità di Gordon Levitt, in particolare, portano la recitazione ad un livello notevole.

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Fra queste personalità forti – con grandi doti recitative – si contraddistinguono delle recitazioni che ho a cuore – decisamente in modo poco oggettivo -. La prima è quella di Liam Neeson: il genio di “I miserabili” mi fa impazzire quando interpreta la parte del cattivo, è più forte di me. Ha un carisma e una personalità tali da farti iniziare a tifare l’antagonista. Sempre per gusto personale – ma non solo, in realtà – ci tengo a parlare di Michael Caine. Alfred, per la precisione, il maggiordomo storico della famiglia Wayne. Prima alimenta il desiderio di giustizia del suo protetto, per poi tentare di fermarlo nel momento in cui Bruce raggiunge il limite. Proprio nel momento in cui sembra non ci sia più bisogno di Batman, ma solo di Bruce Wayne, Alfred si rende protagonista di alcune delle scene più forti ed emozionanti della trilogia. Insomma, un oscar solo per questa interpretazione.

Batman analisi – Batman Begins: la nascita

Batman Begins è il primo pilastro di una trilogia immortale. No, non si tratta di un film per bambini. Non è la nascita di un supereroe; Batman Begins è la storia di un uomo che cambia direzione rispetto ad una città corrotta e in mano alla mafia. Corruzione e mafia sono tutto tranne che argomenti adatti ad un bambino. Ora che ti ho convinto sulla vera natura di questo film, seguimi, continua a camminare.

Una selle scene più emozionanti e motivazionali della trilogia

Bruce Wayne è un uomo ferito, “costretto” a incanalare le sue paure per combattere la criminalità a Gotham. Cade dunque la figura del miliardario menefregista e lontano dalla causa portata avanti dai suoi genitori. Scappa dalla città che i suoi genitori hanno cercato di cambiare, rinunciando alla loro stessa vita pur di non rinnegare la loro volontà. Da due personaggi come Thomas e Martha Wayne, effimeri ma idealmente immortali, non poteva che nascere un uomo come il nuovo Bruce Wayne. Un uomo nuovo che rinasce, come una fenice dalle sue ceneri. Perchè Batman non è un supereroe: è un uomo consapevole della sua forza e della sua volontà inamovibile, la più grande eredità che la famiglia Wayne avrebbero potuto lasciargli.

Batman analisi – Il cavaliere oscuro: la caduta

A mio parere, parliamo del film più bello della trilogia. Vince – a mani basse – il titolo di film meglio interpretato e più forte dal punto di vista emotivo. Ricco di controversie, “Il cavaliere oscuro” presenta il cattivo per eccellenza: Joker. Folle, squilibrato, chiamatelo come volete, ma “gran sorriso da clown” resta il cattivo più imitato, amato e controverso del mondo dell’uomo pipistrello. Il suo grande interprete Heath Ledger muore all’età di 29 anni a causa di un’intossicazione provocata da un mix di farmaci normalmente prescritti. L’attore australiano era famoso per il suo essere maniacale nello studio e nella fedeltà di riproduzione di un personaggio. Forse proprio grazie al suo essere così minuzioso ha trasformato Joker in un vero capolavoro, tranquillamente paragonabile al clown di Jack Nicholson del 1989.

Heath Ledger, il vero volto di Joker

Tornando al film, il paladino notturno viene messo a dura prova da Joker. L’eroe di Gotham diventa il cavaliere oscuro, il ricercato numero uno dalla polizia. Il folle clown cade e si porta nel baratro non solo Batman, anche Bruce Wayne. Ne esce un uomo ferito, ma incrollabile. Harvey Dent è più importante di Batman,per questo motivo l’uomo pipistrello si prende la colpa e paga gli errori di qualcun altro. Con il Cavaliere Oscuro, quindi, abbiamo una caduta totale: cade Batman, cade Bruce Wayne e con loro Gotham City.

Batman analisi – il cavaliere oscuro il ritorno: la rinascita

Ed ecco la fine. O forse no – è un nuovo inizio? -. Stilisticamente non c’è nessuna rinascita, anzi, la caduta è palese. Tuttavia, credimi, nemmeno nel secondo film troverai un composto così ben amalgamato di emozioni, sentimenti contrastanti e dubbi. Dal ritorno di Ra’s al Ghul al nuovo personaggio interpretato da Gordon Levitt. Abbiamo la rinascita, è vero, ma di chi? Di Batman o di Bruce Wayne? Chi dei due esce dalla fossa da cui solo un bambino prodigio è riuscito a risalire? Entrambi? Dubito fortemente. Credo sia il figlio di Thomas e Marta Wayne ad uscirne. Eccolo, è tornato! Non illeso, no, certo che no, però ne è uscito. Bruce Wayne è tornato e grazie all’aiuto del commissario Gordon e della bellissima – e inutilissima – Celina Kyle decreterà la fine del cavaliere oscuro. O almeno alla fine del cavaliere oscuro che conosciamo.


Il sogno di Alfred si avvera: tutto si riduce ad un caffè nel Belpaese, Bruce e e il maggiordomo della famiglia Wayne si fermano ad un sorriso accennato. La difficile eredità dell’eroe mascherato, il palladino inamovibile, è un fardello insopportabile per tutti, tranne uno – forse -.

Batman analisi: la colonna sonora

Batman Begins

Tra i suoi innumerevoli punti forti compare la colonna sonora. Insieme ai “fedelissimi” di Cristopher Nolan, infatti, troviamo anche il compositore Hans Zimmer. Il compositore delle colonne sonore di Inception, Il Gladiatore e The Peacemaker si perfeziona e sforna tre grandi capolavori. Dal nome dei pezzi al suo marchio di fabbrica – gli archi – Hans Zimmer vince e convince componendo alcune delle più belle colonne sonore di sempre. Nel 2005 esce Batman Begins e il colpo del “maestro” lo si vede subito. Mi verrebbe voglia di commentare, argomentare, dire qualcosa… ma cosa gli volete dire a uno che intitola ogni canzone di una colonna sonora come una famiglia di pipistrelli – in latino -?

Hans Zimmer, il compositore della colonna sonora della trilogia

Il cavaliere oscuro

Passiamo poi al Cavaliere oscuro: cade l’eroe, ma lo fa con grande stile. Dal punto di vista musicale, almeno, nulla da dire. A mio parere qui Hans Zimmer ha fatto un vero e proprio capolavoro. Il tema di Joker – why so serious? – vale da solo tutta la colonna sonora. Per non parlare poi del brano ” like a dog chasing a car “, dove l’ascoltatore vive e percepisce la forza del cavaliere oscuro. A completare il tutto abbiamo ” I am not a hero “: è chiaro come il compositore giochi con i nomi dei suoi brani.

Il cavaliere oscuro: il ritorno

Ed è qui che si chiude il cerchio. Proprio in occasione dell’uscita dell’ultimo film della trilogia, Hans Zimmer ha raccontato in un’intervista di una delle tante chiacchierate con il regista Cristopher Nolan.

Lo stesso Nolan mi ha incitato ad osare, offrendomi carta bianca e libertà creativa.

A quanto pare, il compositore di sarebbe ispirato a Giuseppe Verdi per comporre la sua opera.
Fra i brani più belli – ed ecco, ancora una volta, il gioco dei nomi – troviamo “Why do we fall?”.

Perchè cadiamo, signor Wayne? Per imparare a rialzarci!

Una delle frasi più rappresentative è anche una delle canzoni di chiusura non solo del film, ma dell’intera trilogia. Batman nasce, libera Gotham dal crimine, si prende tutte le colpe di una città corrotta e sparisce per anni. Alla fine, nasce un nuovo Bruce Wayne, cade l’uomo pipistrello e si lascia alle spalle la sua città d’origine. Di contro, Ghotam viene liberata dal crimine, sprofonda nel chaos provocato da Joker e cambia uomini come Harvey Dent; finchè non viene reclamata dal popolo. Finchè non avrà più bisogno di Batman, ma di cittadini come Bruce Wayne e Gordon. Questa storia, amici miei, potrete assaporarla ad occhi chiusi e con un bel paio di cuffie – o un sorround -.

Batman analisi: top 3 personaggi della trilogia

1) Liam Neeson

Esperienza, passione e una grande dose di talento naturale: Liam Neeson prende forza nella storia raccontata da Cristopher Nolan. Assume il ruolo di Ra’s al Ghul – dall’arabo “testa di demone”, uno dei supercattivi del mondo DC Universe. Una recitazione semplicemente impeccabile; il ruolo del nemico subdolo è nel DNA dell’attore nordirlandese. Insegna a Bruce Wayne l’arte del controllo e dell’utilizzo della paura a suo vantaggio, nella speranza di averlo come alleato. Bruce, in realtà, prende una strada ben diversa.

2) Morgan Freeman

Mai un ruolo facile per Morgan Freeman, ma si sa: solo i migliori se la cavano sempre. Classe, raffinatezza – ma anche semplicità – e un nome che precede le tue capacità. Morgan Freeman è l’eroe di cui avevamo bisogno. Nella trilogia prende il ruolo di Lucius Fox: di fatto lo spacciatore di attrezzatura personale di Bruce Wayne, nonchè il responsabile dell’impero del miliardario – in sua assenza -. Non puoi nascondere nulla ad uno come Lucius Fox che, infatti, è uno dei primi a venire a conoscenza della doppia vita di Bruce. Fa quadrare tutti i conti, sia dal punto di vista finanziario sia come colonna portante dell’intero cast. Vuoi che ti dica una cosa? Ho visto un po’ di Morgan Freeman nel Joseph Gordon Levitt del terzo e ultimo film.


La “volpe” colpisce ancora! Stiamo pur sempre parlando di un premio oscar – Million Dollar Baby come attore non protagonista -, un Golden Globe per migliore attore di un film commedia e un Golden Globe alla carriera… Anche a lui non gli si può dir nulla.

3) Joseph Gordon-Levitt

Ultimo, ma non per importanza, Joseph Gordon Levitt. Sì, lo so, ho praticamente spoilerato i migliori attori della trilogia già all’inizio dell’articolo ma, ehi, che ci vuoi fare? La trilogia errori ne ha diversi, ma vi sfido a trovarne nelle recitazioni degli attori qui citati. Talento cristallino, carisma e uomo di bellissima presenza; non è l’attore fisicato di turno, ma una scena con l’attore statunitense è più soddisfacente di un giro sulla Batmobile. Il suo personaggio ha diversi tratti in comune con Bruce Wayne – se non fosse per il fatto che uno sperpera soldi, mentra l’altro fa la fame in polizia -, e le scene finali dell’ultimo film lasciano intendere più di quanto non possa dirti in questo articolo. Tuttavia, credimi, se ti piace il cinema fatti una bella carrellata di film che abbiano Joseph Gordon Levitt nel cast: non te ne pentirai. Mi è difficile anche trovargli una personalità, è troppo bravo in tutto per trovare punti forti e punti deboli.

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Batman analisi: i peggiori 3 personaggi della trilogia

1) Anne Hathaway

Una meraviglia per gli occhi. Sono banale, lo so, ma faccio riferimento solo alla bellezza esteriore dell’attrice statunitense, perchè per il resto colpisce davvero poco. Il ruolo di Selina Kyle sarebbe anche adatto alla Hathaway, peccato che non la interpreta con grande personalità. Non trasmette chissà quale emozione, se non quando la vedi con la tuta attillata sopra alla Bat-moto, lì i maschietti avranno avuto un attimo di mancamento. Dieci e lode come persona, insufficiente come attrice – si parla dell’ultimo film della trilogia di Batman, ovviamente -.

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2) Maggie Gyllenhaal

Metto le mani avanti per essere il più chiaro possibile: non che Katie Holmes abbia fatto di meglio nell’interpretazione di Rachel Dawse, ma Maggie mia, che mi hai combinato. Sporca nella recitazione, antipatica, quasi insopportabile. Se la Holmes non era predisposta all’approccio con Christian Bale, la Gyllenhaal fa salire un po’ l’attenzione solo quando ha la lama del Joker puntata alla bocca. La preferivo di gran lunga nel periodo della recitazione in “Secretary”. Bocciata.

3) Marion Cotillard

A malincuore, anche Marion Cotillard, secondo me, merita il posto nella classifica dei peggiori personaggi della trilogia. Peccato, perchè è un’attrice dal gran potenziale e ha dimostrato in diverse occasioni di saperci fare. Tuttavia è proprio per questo motivo che mi aspettavo qualcosa in più. Mi piace l’idea che abbia interpretato un personaggio apparentemente innocente, per poi rivelarsi il male di Gotham, ma oltre a questo? Recitazione un po’ sterile, non ho visto la Cotillard che ha abituato il pubblico ad un personaggio unico nel suo genere, anzi. Viene totalmente sovrastata da Tom Hardy – Bane, nel film -. Che dire: male male, ma non malissimo. Sicuramente non la peggiore.