Scossa di magnitudo 6.8: allarme tsunami in Giappone

Allarme tsunami
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In una terra fortemente a rischio di terremoti e maremoti come quella nipponica con la natura non si scherza. La storia insegna: per questo motivo, dopo la scossa di magnitudo 6.8 – registrata nella prefettura di Yamagata – le autorità e i centri di studio e analisi dei movimenti della terra hanno dichiarato l’allarme tsunami. La costa a rischio sarebbe quella occidentale, nella zona di mare compresa tra Cina e Giappone. Dopo il maremoto del Tohoku del 2011 – 30 mila vittime tra morti e dispersi -, il Giappone ha rafforzato la rete di studi per la previsione delle onde anomale. Incrociamo le dita, sperando che la storia non si ripeta.

Terremoti e tsunami in Giappone nella storia

Da sempre il Giappone è una zona ad alto rischio sismico. Nel 1498 una duplice scossa di magnitudo superiore a 8,3M causò un numero di vittime compreso tra 5000 e 40000. Nel 1586 un forte terremoto colpì la baia di Ise – sud est del Giappone – e pare che abbia fatto crollare intere isole sotto il livello del mare. Fra il 1700 e la fine del 1800 il Giappone fu colpito diverse volte in tutta la nazione da diversi terremoti che causarono morti e danni a intere città. Dal 1900 in poi il numero di terremoti è addirittura raddoppiato. Le cause? Purtroppo non abbiamo le competenze per spiegarle e mostrarvele nero su bianco. Tuttavia possiamo dirvi che i più devastanti – ma anche i più recenti – sono stati i terremoti compresi tra il 2003 e il 2004 e quello del 2011, già citato precedentemente.

Ogni anno, comunque, dal 2003 al 2008 il Giappone è stato colpito da una serie di terremoti tutti superiori al grado 6. Nel 2006 un terremoto raggiunse 8.3 di magnitudo. Il terremoto in questione – con epicento a 160 km dalla costa – colpì la punta settentrionale del Giappone con piccoli tsunami.